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Febbraio

Pordenone, 25 febbraio. Una vita da soccorritore.

Incontro-convegno in programma giovedì 25 febbraio a Pordenone, dedicato al trauma psicologico degli operatori

E' dedicato al trauma psicologico che la folta schiera dei soccorritori vivono quotidianamente sulla propria pelle, svolgendo il proprio lavoro, l'incontro-convegno in programma giovedì 25 febbraio, dalle 9 alle 12.30, nella sala consiliare della Provincia, a Pordenone, organizzato da 115, 118, Ass 6 Friuli Occidentale, Dipartimento di Salute Mentale, Provincia di Pordenone, con il patrocinio della Prefettura di Pordenone e del Comune di Pordenone.

Dopo il saluto delle autorità interverranno il dott. Antonio Loperfido, del Dipartimento di Salute Mentale Ass6; operatori del 115 e 118, il dott. Roberto De Filippo, del Corpo Nazionale Vigili del Fuoco, che tratterà il tema "L'ascolto del soccorritore: esperienze dei vigili del fuoco nel terremoto de L'Aquila"; Giuseppe Tremonte, del 118 di Reggio Emilia; il dott. Antonio Zuliani, psicologo dell'emergenza e la d.ssa Margherita Gobbi, del Dipartimento di Salute Mentale dell'Ass. 6.

Intitolato "Insieme dopo il soccorso - Il trauma psicologico del soccorritore", il convegno aprirà una riflessione pubblica sul complesso mondo di emozioni, e delle loro eredità, che il soccorritore sperimenta , turno dopo turno e lo farà attraverso l'esperienza di un gruppo di soccorritori ( nfermieri del 118, capi squadra del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco) che da due anni si incontrano con operatori del Dsm. (Antonio Loperfido e Margherita Gobbi), per poter parlare e condividere le esperienze traumatiche incontrate proprio nel lavoro di soccorso.

Il gruppo ha lavorato su situazioni di emergenza diverse, spesso vissute in prima persona dagli operatori dei due servizi, situazioni di grande carico emotivo. Poter parlare liberamente, all'interno di un gruppo di pari, tutti con esperienze analoghe, consente un importante momento di debreefing indispensabile per operatori esposti a livelli così alti di impatto con la sofferenza.

Un'esperienza, questa pordenonese, che ha una storia importante, avviata nel giugno del 2005, nell'ambito delle attività del Ministero della Salute relative alla campagna nazionale per la salute mentale. "Il Prefetto di Pordenone - spiega la dottoressa Gobbi - diede allora mandato all'Osservatorio del suicidio e del parasuicidio del Dsm di organizzare un tavolo di coordinamento permanente in tema di prevenzione del suicidio. L'obiettivo era coinvolgere tutte le amministrazioni locali, gli enti e le associazioni, i medici di medicina generale, i centri di salute menale, i consultori familiari pubblici e privati, il mondo della Chiesa, le scuole, le forze dell'ordine, le associazioni di volontariato, tutti insieme per fronteggiare in maniera incisiva e coordinata il fenomeno del suicidio. In questo modo - conclude la Gobbi - la Prefettura desiderava ottimizzare l'azione di ciascuna componente attraverso un ruolo di coordinamento e l'attivazione di iniziative sul territorio".

Da allora ad oggi sono molte le iniziative intraprese, così riassumibili:
Elaborazione di un protocollo come linea guida per meglio operare, firmato il 4 ottobre del 2007 e riconosciuto molto valido dal Ministero dell'Interno; una qualificata raccolta dei dati sul suicidio e sul tentativo di suicidio; l'elaborazione di un protocollo sui trattamenti sanitari obbligatorio; l'attivazione di tre gruppi di auto-mutuo aiuto, composti da persone che hanno tentato il suicidio e persone che l'hanno subito; l'avvio nell'ospedale di Sacile di un Centro di ascolto "La Vela", per tutti coloro che attraversano un momento di disagio esistenziale; l'attivazione, da parte dell' Amministrazione provinciale di Pordenone (parte attiva del tavolo di coordinamento permanente sul disagio sociale) con il Dsm, di corsi per e con i giovani, culminati nelle manifestazioni "Attenti al lupo" e Siamo un milione di cuori; l'attuazione, nel marzo del 2006, di un progetto formativo "La rete dell'emergenza", con lo scopo di mettere a confronto tutti gli operatori che intervengono nelle situazioni d'emergenza, compresa la catastrofe. "Da quella data e da quell' iniziativa - sottolinea ancora la d.ssa Gobbi - si può dire che abbia avuto inizio l'esperienza che presenteremo durante il convegno di giovedì, con l'obiettivo di continuare ed allargare questa opportunità di lavoro ad altri operatori della rete dell'emergenza".

118 Lombardia rinnova parco macchine con 27 automediche

Per 4 anni 'batteranno' le strade della Lombardia e percorreranno circa 130 mila chilometri l'una per portare a termine quasi 9 mila interventi di soccorso a testa. Sono le 27 automediche 'nuove di fabbrica' destinate a rinnovare il parco macchine dell'Azienda regionale emergenza urgenza (Areu). Oggi a Milano la consegna ufficiale del primo lotto da 20 che verra' completato entro la settimana con le altre 7 auto gia' acquistate. L'operazione e' stata resa possibile dal contributo di un milione di euro stanziato dalla Fondazione Cariplo. "Un finanziamento al quale se ne aggiungera' un altro di 600 mila euro messo a disposizione dalla Regione Lombardia", annuncia il governatore Roberto Formigoni durante la cerimonia.
Con questa ulteriore somma il 118 spera di riuscire ad acquistare altre 21 auto con le stesse caratteristiche. Per capire l'importanza dell'operazione basta guardare ai numeri, spiegano dall'Areu: "Ciascuno degli equipaggi che viaggeranno a bordo delle 27 automediche potra' arrivare in tempo per soccorrere all'incirca 15 mila feriti, da oggi alla fine del 2010". E alla fine la strada percorsa da tutte e 27 sara' l'equivalente di 20 volte il giro del mondo, mentre 800 saranno le persone 'strappate' alla morte per arresto cardiocircolatorio, e 2.500 quelle per cui l'arrivo dell'automedica fara' la differenza fra la vita e la morte".

Subaru Forester con cilindrata da 2000 cc, 4 posti omologati, trazione integrale, marce ridotte e tutta la dotazione necessaria alla gestione degli strumenti elettromedicali e di materiale necessario al soccorso avanzato: sono le caratteristiche tecniche delle nuove auto mediche per il soccorso avanzato che andranno a 'svecchiare' il parco macchine dell'Areu, fatto di 67 mezzi acquistati nel 2002 dalla Regione Lombardia.


8 febbraio 2010

118, Formigoni e Bresciani incontrano le associazioni di Milano

Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni e l'assessore alla Sanità, Luciano Bresciani, incontreranno oggi, giovedì 4 febbraio, in serata, gli operatori e i volontari di tutte le Associazioni di Soccorso del 118 di Milano e provincia (ore 20.45, Fiera Milano Rho-Pero, Auditorium - ingresso Porta Sud).
L'appuntamento,  promosso dall'Azienda Regionale Emergenza Urgenza ("Una scelta di cuore"), sarà un'occasione per illustrare programmi e progetti futuri e anche per ringraziare le persone che lavorano nelle Associazioni di Soccorso per l'opera che svolgono.
Le Associazioni di Soccorso sono ONLUS (Organizzazioni non lucrative di utilità sociale) che operano in convenzione con il 118. Sul territorio di Milano e Provincia sono presenti 82 postazioni di soccorso (sedi operative delle associazioni).
Tutto il personale a bordo dei mezzi è formato con certificazione regionale sulla base di un corso di 120 ore, che comprende l'abilitazione all'uso del Defibrillatore semiautomatico (DAE). Alcune delle Associazioni sono consociate tra loro e partecipano alla Consulta del Volontariato in AREU (Croce Bianca, Croce Rossa, ANPAS).
"Si tratta di un incontro importante - spiega il presidente Formigoni - che ci permette di ringraziare tutti coloro che giorno per giorno sono impegnati a soccorrere chi ha bisogno di aiuto, compiendo non di rado interventi salvavita. Tutto il personale che opera nel 118 non solo ha una impeccabile professionalità ma anche una passione e una dedizione che vanno sottolineate".
"Gli operatori e i volontari del 118 - aggiunge l'assessore Bresciani - sono continuamente impegnati, così come tutto il sistema sanitario, a migliorare la qualità degli interventi. Va in questa direzione il progetto 'Prometeo', che prevede la trasmissione via GSM degli elettrocardiogrammi alla centrale operativa in 3-4 minuti, il che permette di recuperare tempo prezioso nella cura dei pazienti infartuati".

Questi i due principali progetti che saranno discussi questa sera.

PROGETTO PROMETEO - Il progetto, realizzato da Regione Lombardia insieme all'AREU, in partnership con Abbott Vascular, ha permesso di installare elettrocardiografi GSM su tutte le ambulanze di Milano e Provincia. L'obiettivo è anticipare i tempi diagnostici, ridurre il rischio di complicanze causate dall'infarto e ottimizzare il numero di ricoveri ospedalieri. Si riducono in modo significativo i tempi tra la chiamata al 118 e il trasferimento in unità coronarica/Emodinamica dei pazienti.
Il progetto Prometeo ha già fatto registrare risultati importanti: nel 2009 sono stati trasmessi alla Centrale Operativa del 118 di Milano oltre 6000 elettrocardiogrammi (ECG): i tracciati patologici sono superiori al 50% e circa il 25% di ECG mostrano patologia aritmica acuta. Sono stati gestiti oltre 70 infarti miocardici acuti con sintomatologia atipica.
L'ECG GSM è una strumentazione di facile utilizzo che permette un immediato controllo di qualità della registrazione del tracciato ed una teletrasmissione semplice da eseguire e facilmente leggibile presso tutti gli ospedali. Inoltre, il sistema di ricezione istallato presso la Centrale Operativa permette di classificare i tracciati in base al grado di allerta.
Le malattie cardiovascolari rappresentano ancora oggi la principale causa di morte nel nostro Paese, essendo responsabili del 44% di tutti i decessi. Ogni anno in Italia 160.000 persone sono colpite da attacco cardiaco e 50.000 sono vittime di morte improvvisa da arresto.

PROGETTO MILEDY - Il 118 di Milano ha completato la formazione all'utilizzo del defibrillatore automatico per oltre 8000 persone. Tutti i mezzi in convenzione continuativa con 118 Milano sono dotati di un defibrillatore a bordo e di personale addestrato per utilizzarlo correttamente.
Sul nostro territorio ci sono in media 3200 interventi per arresto cardiaco all'anno; in oltre la metà viene acceso il defibrillatore e iniziata una procedura di rianimazione cardiopolmonare: il 16% raggiunge una ripresa di circolo spontaneo con le manovre di rianimazione. La percentuale è tanto maggiore quanto più precoce è l'intervento.

4 febbraio 2010

NON POSSIAMO CAMBIARE IL MONDO MA POSSIAMO CAMBIARE IL MONDO DI UN BAMBINO

ForAfricanChildren si occupa dei più bisognosi tra i tanti bambini africani.

Uno dei nostri prossimi progetti sarà la realizzazione di una "idro-ambulanza", mezzo idoneo all'emergenza pediatrica, attrezzato, veloce e sicuro, in grado di arrivare in breve tempo ove necessario,da mettere in servizio presso l'ospedale di Vanga sul fiume Kwilu nella RDC

Una importante azienda nautica cremonese sta iniziando la costruzione dello scafo nuovo e completamente donato.

Ma nonostante molti ci possano e vogliano aiutare, questo mezzo è costoso, o almeno lo è per noi, che, impegnati anche in altri progetti.

Pertanto siamo a chiedere un Vostro possibile aiuto al progetto.

Un detto creolo dice: " più siamo più l'aratro sarà leggero" e il sorriso dei bambini africani ci pagherà di ogni fatica.

Senza impegno e grazie davvero.

ForAfricanChildren Onlus

Via Principe Tommaso 42 - 10125 Torino - Italy

Tel+39.347.2523094 - Fax+39.011.655746

www.forafricanchildren.org

Codice Fiscale 97695690012

C/C postale 86193646

ABI 07601 - CAB 01000

IBAN - IT 72 K 07601 01000 000086193646

BIC/SWIFT - BPPIITRRXXX

 

 

Haiti. Torna il medico comasco.

E' impettito e immobile, il dottor Federico Federighi, dietro il nastro protettivo dell'ambulift che dalla carlinga dell'aereo porta fino a terra. Lo sguardo fiero, lontano dalle telecamere, punta dritto oltre tutto e tutti, quasi verso il vuoto. Ma quando quella sorta di grande montacarichi per persone tocca il suolo, il sorriso del medico rianimatore del 118 di Como si allarga alla sua destra, verso la donna che sta in piedi al suo fianco: è la mamma di Marie Danielle, 19 anni, con lesioni alla colonna dovute allo schiacciamento e tessuti andati in necrosi per la compressione delle macerie sotto le quali la giovane è rimasta per troppo tempo, per troppe ore.
Prende la mano della donna, il dottor Federighi e con lei attraversa la piazzola per accompagnarla su una delle ambulanze presenti in pista. «Merci, merci», continua a ripetere la donna, «che Dio aiuti mia figlia».
Ieri verso l'una del pomeriggio, Marie Danielle è arrivata a Malpensa, con altri sei feriti (4 minorenni e 3 adulti in tutto), a bordo di un aereo opportunamente attrezzato che Livingston ha messo a disposizione per trasportare in Italia i primi feriti del terremoto di Haiti, pronti a ricevere cure in ospedali della Lombardia (Niguarda, San Gerardo di Monza, Riuniti di Bergamo) grazie alla disponibilità della regione.
«E' stata un'esperienza magnifica», dice il dottor Federighi mentre è ancora sull'aereo, «un'esperienza pesante ma istruttiva che mi ha lasciato davvero molto. Di grande soddisfazione umana e professionale». Non c'è tempo per troppe parole: c'è invece da trasferire sulle barelle i feriti per portarli giù dall'aereo. E tutto avviene senza una virgola di troppo, quasi sottovoce, con gesti sicuri e sguardi complici tra i medici e gli infermieri rientrati ieri dalla missione di soccorso coordinata dall'Areu, (l'Azienda regionale emergenza e urgenza). «Si impara tanto da tutti, dai volontari dell'associazione "Francesca Rava" e dall'Ordine Camilliano, senza i quali non avremmo neanche potuto muoverci ad Haiti», afferma il medico rianimatore e anestesista lariano, con un chiaro accento toscano, da nove anni in forze al Sant'Anna, «ma anche da una compagnia aerea». In fondo all'Airbus A330, era allestito un ospedale da campo, con i pazienti assistiti da 12 medici dell'Areu e 6 accompagnatori. «L'impegno clinico e ospedaliero per i feriti arrivati sarà importante», informa il dottor Mario Landriscina, responsabile del 118 di Como, «è prezioso che ci sia anche un parente al seguito (di loro si occuperà la Croce Rossa italiana). L'operazione è stata ben preparata, i pazienti sono stati scelti con criterio portando via chi non avrebbe trovato sicuramente risposte ad Haiti: chi ha bisogno di interventi chirurgici particolati, di una riabilitazione di lunghissima durata, ustionati». Alle 4 di ieri pomeriggio erano già nei tre ospedali prescelti. «L'operazione è stata coordinata tra Regione Lombardia, ministero degli Affari Esteri, Cri e Ogn», ha ricordato il governatore Roberto Formigoni, presente ieri in pista. Con lui è sceso il più piccolo dei feriti, Roberto L., di sole tre settimane di vita.
di Alessandra Pedroni
Tratto da:
http://www.laprovinciadicomo.it

9 febbraio 2010

CHIRURGIA FUNZIONALE CONTRO INVALIDITA' DA INCIDENTI STRADALI

 Mille e ottocento interventi di chirurgia funzionale negli ultimi sette anni e il 97% di riuscita con il raggiungimento di uno o piu' di questi obiettivi: progressi nella deambulazione, autonomia con abbandono di stampelle e una migliore qualita' della vita per i pazienti e i parenti. Sono questi i dati dell'ospedale MultiMedica di Castellanza, unico centro in Italia specializzato nella cura delle lesioni a seguito di incidenti stradali o ictus che hanno compromesso la funzionalita' del motoneurone superiore.

Il motoneurone superiore controlla l'attivita' contrattile dei muscoli volontari: lesioni e danni significativi generano l'instaurarsi di emiparesi, di paraparesi o tetraparesi spastica.

''I soggetti affetti da una di queste affezioni - spiega Paolo Zerbinati, responsabile del Servizio di Neuro-ortopedia di chirurgia della mano dell'IRCCS MultiMedica - presentano dei gravi problemi legati all'instaurarsi di deformita' agli arti superiori o inferiori, sia immediate che tardive che creano grosse problematiche nell'attivita' quotidiana e nella gestione del paziente, fortemente limitato nei movimenti''.

Lesioni dirette da ischemia, o indirette da ematoma, sono dovute in gran parte dei casi ad ictus cerebrali e incidenti stradali e l'aumentata incidenza di questi episodi ha creato in questi anni un numero crescente di pazienti di tutte le eta' affetti da deformita' agli arti.

In Italia ogni anno sono 185.000 le persone colpite da ictus; di queste, 70.000 muoiono entro il primo anno mentre 50.000 presentano un'invalidita' grave.

Dall'esperienza dell'equipe di Chirurgia Funzionale MultiMedica nasce Ulisse (Upper Limb Spasticity Study Equipe), primo ed unico gruppo di studio in Italia che riunisce tutte le competenze acquisite negli anni dalle diverse figure professionali (chirurghi, fisiatri, ortopedici, psicologi, fisioterapisti) coinvolte nel trattamento della spasticita' con l'obiettivo di creare delle linee guida generali per la scelta terapeutica. Un approccio totale e completo per combattere una delle patologie tra le principali cause di invalidita'.

''Un approccio multidisciplinare - spiega Zerbinati - e' il miglior modo per determinare il giusto trattamento terapico dei pazienti affetti da lesioni del motoneurone. La chirurgia funzionale, correttamente affiancata ad altre opzioni di trattamento, consente risultati predittivi e duraturi nel tempo. Inoltre, in molti casi e' l'unico modo per restituire al paziente la piena funzionalita' degli arti evitando un'invalidita' permanente'' .

 

 

INFLUENZA A: PROTOCOLLO EMERGENZA SALVA PAZIENTE IN PIEMONTE

Il protocollo di emergenza messo a punto in alcuni ospedali italiani per far fronte all'influenza A si sta dimostrando utile per salvare vite umane affette da gravi patologie respiratorie acute. Lo ha dimostrato un episodio accaduto oggi tra Novara e Torino. Un episodio di ''buona sanita''' che, almeno per le notizie apprese fino ad ora, fa pensare che un giovane novarese di 24 anni, colpito da una gravissima insufficienza respiratoria, sia stato oggi strappato alla morte proprio grazie al protocollo anti-influenza A. Il giovane era ricoverato all'ospedale di Novara, in fin di vita, quando dal Cto di Torino oggi pomeriggio e' partito un elicottero del 118 con a bordo un' equipe delle Molinette e l' apparecchiatura per l'Ecmo, la ventilazione artificiale. In questo modo e' stato possibile intervenire velocemente sul paziente, che con due ambulanze partite da Torino e' stato trasportato alle Molinette. E' stato seguito l'intero protocollo messo a punto per i casi di influenza da H1n1 secondo una rete nazionale realizzata nei mesi scorsi per contrastare il rischio di pandemia. ''Una rete ad altissima specializzazione - ha spiegato il dottor Marco Ranieri, direttore del reparto di Rianimazione delle Molinette - che consente di intervenire in casi delicatissimi. Casi piuttosto rari, e' vero - ha aggiunto il medico - ma che con questa rete efficiente, possono giungere ad una felice conclusione''. La speciale rete realizzata per l'influenza A dovrebbe rimanere attiva almeno per una altra quindicina di mesi, fino a fine rischio pandemia, secondo un programma nazionale in tal senso. ''Ma noi auspichiamo che si riesca a far tesoro dell'alto livello di specializzazione raggiunto - ha detto Ranieri - e la rete venga mantenuta. Cosi' come avviene in paesi come Germania.
(ANSA) - TORINO, 12 FEB - e Gran Bretagna''.

2011: ANNO EUROPEO DEL VOLONTARIATO

La Decisione relativa al 2011 Anno Europeo delle attività di volontariato che promuovono la cittadinanza attiva è stata finalmente pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 22 gennaio 2010.

I Governi nazionali avranno fino al 28 febbraio per nominare gli Organismi Nazionali di Coordinamento che attueranno l’Anno.  

La dotazione finanziaria stabilita dal Consiglio il 27 novembre 2009 è di 8.000.000 di euro per la realizzazione delle attività.  

 

Per quanto riguarda l’Italia, la preparazione del 2011 è già iniziata. CSVnet, che fa parte dell’Alleanza italiana per il 2011, sta già lavorando per fare in modo che il volontariato italiano venga coinvolto sia nella preparazione che nell’attuazione dell’Anno e che il 2011 sia veramente un anno importante per il riconoscimento del volontariato e del suo valore per la società.

A questo proposito, in allegato, si veda il comunicato stampa CSVnet.

 

Cogliamo anche l’occasione per ringraziare tutti voi per la collaborazione in occasione della consultazione pubblica della Commissione europea sul regolamento finanziario. Grazie alla vostra partecipazione, l’indicazione che avevamo fatto circolare riguardo all’eleggibilità dell’attività volontaria come co-finanziamento ai progetti è stata quella maggiormente espressa. Dal volontariato italiano sono arrivati ben 36 contributi. Da tutta Europa, lo stesso contributo è stato spedito in tutto 90 volte, come potete verificare sul sito predisposto per la consultazione: http://ec.europa.eu/budget/consultations/FRconsult2009_read_en.htm.

Tale questione si conferma, quindi, una di quelle che desta maggiore preoccupazione e genera più reazione nel mondo del volontariato non solo italiano, ma anche europeo. Menzionato già anche nel Manifesto del Volontariato per l’Europa, sarà uno degli argomenti “caldi” del 2011.

Il soccorso della Croce Rossa sulle piste di sci

Il Soccorso Piste Sci della Croce Rossa Italiana nasce ufficialmente come nuovo settore nazionale di attività dei soccorsi speciali grazie alle iniziative congiunte delle Regioni C.R.I. Valle d'Aosta ed Abruzzo e del S.A.S. Già da molti anni, in molte località italiane tra cui anche Carona, in alta valle Brembana, alcune Unità C.R.I. svolgevano autonomamente questo servizio.
Nel 2000, in valle d'Aosta, si è tenuto il primo corso nazionale per Operatori e per Istruttori, che ha brevettato 40 istruttori provenienti da 14 regioni d'Italia. E' stato quindi approvato il Regolamento Nazionale; da allora è ufficialmente nata anche l'Unità Soccorso Piste Sci del Comitato Provinciale di Bergamo, che ha da subito provveduto alla copertura del servizio di soccorso piste, in autonomia, per la stazione di Carona, poi di San Simone e poi ancora di Carona.
Dalla stagione 06/07, l'U.S.P.S.della CRI di Bergamo, sulla base di un protocollo d'intesa, ha intrapreso con FISPS-Akja ed il Corpo Nazionale Soccorso Alpino un servizio congiunto presso le stazioni di Colere, Lizzola, Schilpario Foppolo, San Simone e Piazzatorre.
Come e perché del servizio di Soccorso Piste Sci
Il servizio di soccorso sulle piste da sci è un servizio di primo soccorso offerto ai gestori degli impianti in osservanza della L363/2003 e del Regolamento Regionale 10 del 6/12/04, attuativo del titolo IV della Legge Regionale 26 del 8/10/02 ("Norme per lo sviluppo dello sport e delle professioni sportive in Lombardia"). Il regolamento fa obbligo al gestore delle piste di "istituire un adeguato servizio di soccorso" e specifica che il servizio di soccorso deve essere svolto da operatori dotati di attrezzature ed equipaggiamenti idonei, di qualifica di soccorritore conseguita secondo la normativa vigente ed in possesso di abilità tecnica e sciistica adeguata agli interventi di soccorso sanitario nell'ambito dei demani sciabili.
Gli operatori del Soccorso Piste C.R.I., già Volontari soccorritori, superata una rigida selezione sciistica affrontano il percorso formativo teorico-pratico specialistico individuato dalle "Linee guida per le attività ed il servizio dei soccorsi speciali dell'Associazione Italiana della Croce Rossa".
La Croce Rossa di Bergamo ha scelto già da tempo di integrare ulteriormente la formazione dei propri operatori anticipando e precorrendo l'auspicata entrata in vigore di un nuovo regolamento regionale, attualmente allo studio, che in Regione Lombardia dovrebbe disciplinare in maniera più severa l'idoneità dei soccorritori operanti sulle piste lombarde.
Operatori e dotazioni
Attualmente l'Unità Soccorso Piste Sci è composta da una ventina di operatori, saltuariamente supportati da operatori provenienti da altre province lombarde.
Dispone di una dotazione personale per ogni operatore, di materiali e presidi di soccorso di squadra. Per l'intervento ordinario vengono normalmente utilizati i materiali messi a disposizione delle stazioni sciistiche. Le dotazioni dell' Associazione rimangono a disposizione per esigenze di intervento particolari, momentanee carenze sui luoghi di servizio, partecipazione ad esercitazioni di soccorso, assistenza a gare sportive e manifestazioni.
L'Unità Soccorso Piste Sci pronta a formare nuovi operatori
Possono accedere alle selezioni sciistiche ed al corso per operatori soccorso piste sci dipendenti e Volontari attivi appartenenti ad una qualsiasi delle componenti della CRI già abilitati al soccorso.
Le prossime selezioni, a cura del centro nazionale di formazione per il soccorso piste sci della C.R.I. si terranno domenica 7 marzo 2010 sulle piste di Courmayeur.
Con le diverse prove a cui verranno sottoposti gli aspiranti, descritte dal regolamento nazionale per l'attività, dovrà essere verificata l'ottima padronanza degli sci necessaria all'accesso al successivo corso per operatori, che impegnerà gli aspiranti operatori in lezioni teoriche e pratiche in provincia a partire dalla prossima primavera, per concludersi con le lezioni pratiche ed un esame finale in Valle d'Aosta per dicemb 2010.
Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito della CRI di Bergamo: www.cribergamo.it, o possono essere richieste contattando l'unità soccorso piste sci all'indirizzo usps@cribergamo.it.

Da Parma farmaci per Haiti

 

Nove bancali di materiale sanitario alla volta del Paese terremotato.

 
Parma ancora per Haiti. Si concretizza un’altra iniziativa di solidarietà: partono infatti, nove bancali di farmaci alla volta del Paese terremotato. Una iniziativa che va ad aggiungersi a quelle già organizzate dal Comitato “Parma per Haiti” nato immediatamente dopo il sisma per volontà dell’Amministrazione comunale. 
La spedizione di materiale sanitario discende da un accordo con la Federazione Dominicani in Italia (FADOI).
L’iniziativa nasce da un appello lanciato dai rappresentanti di Parma della FADOI nelle persone di Ramona Nunez e Biagio Di Grazia, rispettivamente presidente e vice presidente per l’Emilia - Romagna.

In seguito ad alcuni incontri, l’Amministrazione comunale, d’intesa con il Servizio di Protezione civile di Parma, l’Associazione SEIRS, che si occupa di soccorso sanitario di Protezione civile, e con l’assenso del Dipartimento nazionale, ha promosso la raccolta di farmaci, materiali da medicazione, disinfettanti, presidi sanitari e ogni altro aiuto per alleviare le sofferenze e assistere la popolazione colpita.
In occasioni come questa – ha spiegato il sindaco di Parma Pietro Vignali si capisce qual è la ricchezza vera di una città: sono le energie morali, sono la coesione e la solidarietà. Sono queste cose che trasformano tante persone che vivono nello stesso luogo in una comunità, cioè in un insieme unito di persone che lavorano tutte per lo stesso bene comune. Davanti a tragedie come quella che ha colpito Haiti ci si sente davvero piccoli e impotenti, ma non è poca cosa l’aiuto che possiamo dare alle popolazioni colpite; e quello di oggi ne è un esempio tangibile. Per questo ringrazio di cuore chi si è impegnato in questa raccolta”.
Voglio ringraziare anch’io – ha detto l’assessore alla Protezione civile Fabio Fecci tutti coloro che hanno reso possibile la raccolta e la spedizione, in particolare la Protezione civile comunale e l’associazione SEIRS. Portare materiale di prima necessità, come i farmaci, alle popolazioni terremotate è un modo molto concreto e prezioso di aiutarle. Per questo, la nostra collaborazione con la FADOI continuerà, attraverso la raccolta di materiale sanitario e la sensibilizzazione delle aziende che ne hanno disponibilità; valuteremo anche la possibilità di inviare derrate alimentari”.
L’iniziativa è stata resa possibile grazie anche alla disponibilità delle Istituzioni della Repubblica Dominicana a far recapitare via terra negli ospedali, nelle tendopoli, nei posti di soccorso, il materiale donato.
I materiali sono stati raccolti presso la sede del Servizio di Protezione civile del Comune in via del Taglio e successivamente trasferiti presso i Magazzini municipali in via La Spezia per la messa in sicurezza e da qui oggi verranno trasportati al deposito doganale di Gallarate, in modo gratuito da parte della ditta “Il Colle” di Parma. Una volta predisposti i documenti doganali, la merce verrà trasportata a Malpensa e imbarcata su volo AIR ITALY, che ha dato la sua disponibilità al trasporto.

Elenco materiale in partenza per Haiti:
600 Confezioni di antibiotici
14.000 Apparati per flebo e influsioni
8.000 Maschere facciali monouso
900 Flaconi disinfettanti
26.000 Salviette con disinfettante
480 Confezioni fazzoletti monouso
Per un totale di 9 pallet complessivi
Materiale vario per igiene personale e sanitario

Ditte che hanno donato il materiale in partenza:
Associazione Seirs
Farmacia di Baganzola
Farmacia Bertelli di Fiorenzuola
Farmacia Petrone – Napoli
IKEA Parma

Bando Fondazione Cariparo: progetto Mezzi di Primo Soccorso

Progetto Mezzi di Primo Soccorso

 

Migliorare i servizi di primo soccorso nelle Province di Padova e Rovigo sostenendo l'acquisto di automezzi di pronto intervento e attrezzature mediche.

Questo l'obiettivo del progetto, con cui la Fondazione intende contribuire al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione del territorio delle province di Padova e Rovigo, attraverso uno stanziamento di 1,5 milioni di Euro.

La partecipazione è riservata a:

·         Azienda Ospedaliera di Padova e le Aziende ULSS delle province di Padova e Rovigo.

·         Istituzioni e enti di natura pubblica o privata, associazioni, organizzazioni di volontariato e cooperative sociali aventi sede nel territorio delle Province di Padova e Rovigo che gestiscano da almeno tre anni e senza finalità di lucro attività di pronto intervento e soccorso in convenzione con l'Azienda Ospedaliera di Padova e le ULSS delle province di Padova e Rovigo.

Scarica il regolamento del progetto (PDF)

 

 

 

PROTESTA IN PIAZZA DEGLI OPERATOTI VOLONTARI DEL 118

Il loro timore è quello di non rientrare nei piani della Asl, vale a dire quello di essere inglobati dalla “Sanitaservice”, la società che sta per nascere e della quale l’Azienda sanitaria locale si servirà per utilizzare i servizi sanitari tutt’oggi in appaltati ad esterni, compresi i volontari del 118.

Ecco perché gli operatori del pronto intervento hanno inscenato in piazza Sant’Oronzo, a Lecce, una singolare protesta, con i rappresentanti dei servizi di pronto intervento a sfilare dietro un improvvisato carro funebre, con tanto di bara e manifesti a lutto dove si piange la “scomparsa della speranza dell’internalizzazione”.

Obiettivo, la richiesta di risposte certe sul loro futuro, attraverso un appello inequivocabile lanciato alle istituzioni, ma in particolare alla Regione, e all’Asl. Che gli operatori si auspicano arrivino quanto prima, dato che entro giugno dovrebbe essere rinnovata la proroga della convenzione tra le associazioni di volontariato di cui fanno parte e l’Asl. Il loro timore, infatti, è proprio di restare esclusi dalla “Sanitaservice” per la copertura finanziaria non sufficiente, che, a loro dire, impedirebbe le assunzioni i progetti della Asl rivolti alla formazione di nuovo personale.

“Una beffa, uno schiaffo morale agli anni d’esperienza – dicono in coro - che abbiamo accumulato fino ad oggi lavorando con rigore, onestà e passione, portando avanti un servizio essenziale per i cittadini”.

 

Servizio ponte h 24 per sordi

E' stato presentato in Toscana, primo esempio in Italia, il servizio del telefono ponte per sordi, attivo 24 ore su 24, per 365 giorni l'anno.

Si tratta di un'eccezionale conquista per le persone non udenti perche' consente di abbattere le barriere della comunicazione tra sordi e udenti, attraverso le piu' moderne tecnologie. Il servizio ponte, realizzato grazie ad un investimento della Regione pari a 80 mila euro, consente non solo di telefonare, mediante particolari dispositivi, ma anche di altre modalita' di comunicazione. Il servizio e' accessibile da web attraverso il sito: www.mondoesn. it. Il servizio ponte sara' attivo tra una decina di giorni. Finora le persone sorde potevano usufruire del servizio ponte soltanto per 4 ore il mattino, da lunedi' al venerdi'. Il servizio ponte e' stato reso possibile grazie alla stretta collaborazione tra Ens, Ente Nazionale Sordi, e Associazione Esculapio, che unisce Anpas e Confederazione Nazionale delle Misericordie d'Italia. Fondamentale il contributo della Regione Toscana. Il presidente dell'Ens Tafi: 'E' uno strumento per ottenere pari diritti sociali e civili'.