Diprivan©
nella emergenza preospedaliera
Luci ed ombre nell impiego del propofol nei servizi di emergenza
territoriale
Regione
Veneto ASL 1 Bellunese
Presidio Ospedaliero del Cadore : Servizio Anestesia e Rianimazione
SUEM 118
Primario Dr. Angelo Costola
Raul BUCCIARELLI,
Filippo MAURO, Angelo COSTOLA


Sono ormai passati molti anni da quando il propofol, si è progressivamente
imposto quale agente starter più usato nella induzione della
anestesia generale.
La magica ampolla color latte progressivamente ha trovato posto anche
in tutti gli zaini di emergenza diventando nel nostro paese il prodotto
più usato nella sedazione maggiore preospedaliera.
Presso il nostro servizio 118, il propofol dalla metà degli
anni 80 è passato rapidamente dalla sala operatoria ai mezzi
di soccorso. Verificando i dati deducibili dalle schede dintervento
extraospedaliero, esso è utilizzato nel 90% circa delle situazioni
in cui si richieda una sedazione importante.
Scopo del presente articolo è di verificare lo stato dellarte
sullimpiego del propofol nellemergenza extraospedaliera
con particolare riguardo per la intubazione del paziente critico. Verranno
verificati pregi e limiti confrontando soprattutto il farmaco con altre
molecole che rivestono un interesse per la sedazione extraospedaliera:
midazolam, tiopentone, ketamina.
L impiego di questi potenti farmaci nella emergenza extraospedaliera
presuppone,come in qualsiasi altro atto medico, una attenta valutazione
del rapporto rischi/benefici. Qui per vari e comprensibili motivi si
può rischiare di infilarsi assieme al paziente in corridoi senza
uscita
Ogni situazione critica va valutata con attenzione per non
trasformare un caso ancora gestibile in un qualcosa i cui effetti iatrogeni
sono pesanti di conseguenze
.
Il taglio dell articolo vuole essere esauriente ma nel contempo
vuole evitare approfondimenti eccessivi che possono essere sviluppati
basandosi sulla ampia bibliografia.
COS
E IL PROPOFOL? UN P0 DI STORIA ED UN PO' DI CHIMICA
Il propofol è lultimo anestetico endovenoso introdotto
in clinica. Il farmaco è prodotto e commercializzato in tutto
il mondo con il nome ormai entrato nelluso comune di DiprivanÓ.
Questa parola è un acronimo che deriva da Diiso PRopylhenol Intra
Venous Anaesthetic. Esso costituisce il punto darrivo di una lunga
sperimentazione su sostanze interessanti come agente anestetico endovenoso
e si è dimostrato subito come un farmaco assolutamente potente
e maneggevole. Il propofol (2-6 di-isopropilfenolo) fu sviluppato dopo
lunghi studi dal Dipartimento Ricerche Cliniche dell ICI insieme
con altri alchilfenoli. Le citazioni in letteratura più vecchie
rintracciabili sono una del 1977 di Kay e Rolly (1-2)
in cui si cita la nuova molecola per induzione anestetica endovenosa
nota come ICI 35868 ancora solubilizzata in Cremophor EL.
Troviamo interessanti studi comparativi già nel 1980 ed 81 ma
solo dal 1983, quando il farmaco fu preparato nella attuale formulazione
in emulsione lipidica inizia la vera storia del Diprivan. (3-4-5)
Il propofol
possiede molte caratteristiche che lo avvicinano sensibilmente a quelle
che deve possedere un anestetico endovenoso ideale.
La molecola ha un peso molecolare di 178 e al pH di 11 che corrisponde
al suo pK essa è dissociata al 50%. La solubilità in acqua
è scarsa e la preparazione prevede l adsorbimento in una
emulsione lipidica all 1% contenente olio di soia, glicerolo e
fosfatidi purificati di uova.
La farmacocinetica è una delle caratteristiche più interessanti
del propofol.
La molecola si distribuisce rapidamente dopo la somministrazione e raggiunge
il picco in 2-4 minuti. La grande liposolubilità garantisce una
rapida diffusione a livello del sistema nervoso centrale.
La eliminazione completa si realizza in 1-3 ore. Il farmaco è
metabolizzato per via epatica ed eliminato con le urine.
Stato
di coscienza
Il propofol
somministrato alla dose di 2.5 mg/kg produce perdita di conoscenza in
un tempo variabile tra i 30 ed 1 minuto nell adulto con
un bolo e.v. di 20 secondi.
(6-7) La velocità
di perdita di conoscenza è proporzionale alla rapidità
di somministrazione: se il farmaco è somministrato lentamente
la perdita di conoscenza sarà proporzionalmente più lenta
ad instaurarsi.
Le
azioni che questa sostanza ha sull apparato respiratorio sono
sintetizzabili in tre punti (8)
-
Depressione
marcata dei riflessi faringolaringei
-
Apnea
transitoria della durata di 30-90 secondi. La somministrazione
lenta (da sedazione) produce una bradipnea e riduzione delle escursioni
ventilatorie ma la apnea completa può essere prevenuta
dal dosaggio attento.
-
Il
farmaco non sembra presentare effetti di rilievo per quanto riguarda
il tono dell albero bronchiale.
Apparato
cardiovascolare
Gli effetti cardiovascolari di questa molecola vanno assolutamente conosciuti
perché è soprattutto in questo punto che si concentrano
le problematiche di impiego.
Il propofol è un farmaco fortemente depressivo per quanto riguarda
l apparato cardiovascolare. Gli effetti non sono molto diversi da
quelli ottenuti dalla somministrazione di tiopentone sodico ed anzi sono
probabilmente anche più marcati.(9)Si
verifica infatti un calo pressorio sisto-diastolico del 15-30%. Il fenomeno
è accentuato dalla somministrazione di altre sostanze narcotiche
concomitanti, dalla età elevata, dalla ipovolemia e da una ridotta
contrattilità miocardica preesistente. Nel dettaglio osserviamo:
- Abbassamento
della PA
- Abbassamento
delle resistenze periferiche
- Abbassamento
della gittata cardiaca
- Bradicardia
relativa
Il
propofol non avrebbe un effetto diretto sulla contrattilità miocardica.
Sostanzialmente gli effetti emodinamici sarebbero legati da una parte
ad una riduzione del riempimento ventricolare e dall altra a depressione
del sistema nervoso autonomo. La bradicardia relativa che si realizza
in concomitanza con la vasodilatazione è legata a perdita del riflesso
barocettore o meglio ad un suo settaggio ad un livello più basso
di attivazione.
L utilizzo di atropina e di amine vasocostritrrici come l
efedrina possono contrastare al bisogno gli effetti cardiovascolari del
propofol soprattutto nel paziente anziano dove l emodinamica è
più delicata.(10)
Effetti
analgesici
Il farmaco non ha di fatto effetti analgesici per cui come vedremo in
seguito l uso razionale del propofol prevede l utilizzo di
un analgesico oppioide potente di tipo pipridinico (fentanyl, alfentanil).
| Il
ruolo del Propofol nell'emergenza preospedaliera (11-12) |
L impiego
del propofol nelle emergenze extraospedaliere ha delle indicazioni abbastanza
precise rappresentate per lo più dalla traumatologia maggiore,
che da sola rappresenta più del 30% della attività di una
unità mobile di rianimazione. Se da una parte la rapidità
della ipnosi, la facile controllabilità e il rapido risveglio ne
fanno un farmaco ideale dall altra gli effetti emodinamici ne possono
fortemente limitare l utilizzo.
Quali
possono essere le situazioni di urgenza che possono giustificare la
attuazione di una anestesia generale extraospedaliera ?
- dolori
intensi spontanei o prodotti dalla mobilizzazione
- stati
di gravissima agitazione psicomotoria
- manovre
di rianimazione estrema: intubazione, cardioversione
- messa
in sicurezza di pazienti critici prima di un trasporto
|
In generale
possiamo dire che la realizzazione di una anestesia nel contesto preospedaliero
presenta due caratteristiche fondamentali:
-
Le
condizioni sono solitamente di estrema urgenza
-
Il contesto è peraltro estremamente ostile o quanto meno inadatto
a realizzare l anestesia in condizioni di sicurezza.
-
Il
paziente potrà avere molto facilmente lo stomaco pieno senza
che questo possa essere accertato prima.
-
Non
possiamo conoscere i precedenti sanitari del paziente se non in maniera
assolutamente superficiale.
-
Il
soggetto può spesso presentare un quadro di grave ipovolemia,
come accade del resto nel soggetto traumatizzato.
-
Non
di rado troviamo la esotossicosi alcolica che altera segni e sintomi
clinici.
-
Rispetto
al tavolo operatorio troveremo sistemi di monitoraggio assolutamente
ridotti, siamo esposti alle intemperie, non abbiamo buone condizioni
di luce.
-
A
tutto questo si aggiungano le pressioni psicologiche cui possiamo
essere sottoposti dai testimoni dell accaduto, dalla folla....
Quello che si
andrà a realizzare in fondo deve costituire solo una tappa della
intera gestione del paziente critico: deve permettere la rianimazione iniziale
senza compromettere il proseguimento del trattamento che avverrà
in ambito ospedaliero. Quindi deve essere:
-rapidamente reversibile
-complementare e priva di interferenza con il trattamento intraospedaliero.
| Quali
son le caratteristiche ideali di un anestetico preospedaliero |
- Azione
rapida e reversibile altrettanto rapidamente con buona qualità
del risveglio.
- Effetti
secondari dannosi limitati per quanto riguarda la ventilazione a l
emodinamica
- Praticità
di uso e conservazione
| Dove
il Propofol appare interessante? (13) |
- Rapidità
di induzione: la narcosi si realizza in 0.5-1 minuto somministrando
2.5 mg/kg in 20 secondi : questo consente di realizzare una intubazione
molto rapida, condizione fondamentale nel paziente a rischio di inalazione
quale è per definizione il pz. preospedaliero.
- Rapidità
di risveglio: esso si realizza di solito in 5-10 minuti dopo il
bolo e 15-20 minuti dopo la perfusione continua.
- Costanza
negli effetti
- Nessun
rischio di accumulo
- Azione
depressiva sui riflessi faringolaringei che permette una agevole
intubazione anche senza curaro e buona tolleranza alla maschera laringea.
- Effetti
di depressione respiratoria complessivamente limitati a basso dosaggio
- Bassa
incidenza di vomito al risveglio
- Rapidità
e praticità di uso: il farmaco è pronto, si conserva
facilmente.
| Quali
sono gli inconvenienti del Propofol? |
Sostanzialmente
sono gli importanti effetti emodinamici caratterizzati da un crollo pressorio
del 15-30% che possono controindicarne l uso nel grave coronaropatico,
nella ipovolemia non controllata, nel trauma craniocerebrale. Tutti i
pazienti classificabili come critici (ASA III o IV) possono avere problemi
correlabili alla somministrazione del propofol.
| Schemi
operativi d'impiego del Propofol |
Come tutti
abbiamo appreso con l esperienza, il metodo migliore per somministrare
il propofol è sicuramente quello della titolazione. L azione
del farmaco è fortemente condizionata dalla velocità di
infusione per cui lavorando con bassi volumi e somministrazione progressiva
si possono verificare gli effetti progressivamente. I dosaggi proposti
non sono valori assoluti e nascono dall esperienza di chi scrive
e sono suffragati da ampia valutazione della letteratura internazionale.
Una volta che si sia optato per una sedazione con il propofol è
imperativo disporre di una o più fiale di atropina solfato diluite
1:10 e di un vasocostrittore periferico con ad es. una fiala di efedrina
diluita anch essa 1:10. Questo ci consentirà di contrastare
gli effetti emodinamici della induzione.
| Si
andranno a distinguere due distinti livelli di impiego del propofol
: un livello di sedazione più superficiale ed uno profondo
che sarà destinato alla intubazione del paziente. E´
importante chiarire che la distinzione tra le due situazioni non è
netta ma con il propofol grazie alla sua grande modulabilità
si possono realizzare delle situazioni intermedie tra sedazione ed
anestesia vera e propria.
|
PARTE PRIMA : PROPOFOL E SEDAZIONE

Il
propofol appare prezioso nella sedazione extraospedaliera di pazienti
molto agitati soprattutto nelle manovre d estricazione di soggetti
traumatizzati incarcerati.
I dosaggi descritti possono andare bene anche per la sedazione degli
stati di male epilettico.
Bisogna ribadire che il farmaco non ha grandi effetti analgesici e che
la copertura ove sia necessaria va effettuata con un oppioide abbinato.
Il tutto mantenendo il paziente in respiro spontaneo.
Nel frattempo:
Se,
come è lecito supporre il monitoraggio extraospedaliero per varie
circostanze, non può essere ottimizzato, sarà l
esperienza dell operatore a creare le migliori condizioni di sedazione
per il paziente.
INDUZIONE
0.5-1 mg/kg con somministrazione lenta e titolata fino ad ottenere leffetto
desiderato seguendo la scala di Ramsay.
Ove vi sia levidenza di stimoli algogeni rilevanti
può essere abbinato un oppioide rapido e potente come lalfentanil
alla dose di 5 gamma/Kg.
La
sedazione va seguita accuratamente nel suo evolvere da un livello più
basso ad uno più alto utilizzando la scala di Ramsay che si adatta
bene anche alla medicina durgenza preospedaliera.
(14)
Livello
1: paziente ansioso ed agitato
Livello 2: paziente cooperante, orientato e tranquillo
Livello 3 : risponde solo al comando
Livello 4 : risposta vivace alla stimolazione della glabella
Livello 5 : risposta debole alla stimolazione della glabella
Livello 6 : nessuna risposta alla stimolazione della glabella
La stimolazione della glabella si realizza comprimendo il punto
glabellare posto nella spazio intersopraccigliare alla radice del
naso. |
MANTENIMENTO
Boli
di 15-20 mg a la demande
Dopo avere impiegato molto vantaggiosamente lalfentanil nelle
sedazioni coscienti eseguite in elezione intraospedaliera siamo giunti
alla conclusione, dopo numerosi casi studiati, che labbinamento
fra i due farmaci è assolutamente valido e questo concetto è
ampiamente condiviso a livello di letteratura internazionale. In particolare
sono state eseguite sedazioni di vario livello, tenendo il paziente
su valori 4-5 di Ramsay. Questo in corso dinterventi soprattutto
con approccio percutaneo al parenchima epatico (trattamenti in radiofrequenza
su lesioni focali) o sulle vie biliari (posizionamento di drenaggi)
o di chemioembolizzazione epatica. Gli interventi di durata compresa
tra i 20 minuti e le due ore e mezza di sedazione sono stati eseguiti
titolando i farmaci fino ad ottenere una stabilizzazione dei parametri
di frequenza respiratoria, PA, Frequenza cardiaca, SpO2. L´alfentanil
era somministrato assieme al propofol in piccoli boli adattando le somministrazioni
alle fasi in parte algiche dell intervento. I risvegli sono stati
sempre ottimali.
La
conclusione che se ne può ricavare è che le due sostanze
sicuramente legano bene come farmacocinetica e che l esperienza
intraospedaliera ricavabile sia facilmente esportabile in ambito extraospedaliero
pur con le dovute correzioni. La sedazione di un politrauma incarcerato
ad esempio, utilizzando i due farmaci, consentirebbe di realizzare un
approccio prevalentemente analgesico con bassi dosaggi di propofol quindi
di basso impatto emodinamico. Ricordarsi sempre però che il propofol
e gli oppioidi sono estremamente sinergici nel realizzare una depressione
respiratoria importante.
PARTE SECONDA: PROPOFOL E INTUBAZIONE

Vedremo adesso come il propofol possa essere assai variamente utilizzato
sia modulando dosaggio e velocità di somministrazione sia soprattutto
abbinando farmaci ad azione sinergica. (15-16)
In ogni caso il propofol è in grado di produrre rapidamente delle
condizioni di intubazione valide. Il dosaggio dipenderà naturalmente
da eventuali associazioni farmacologiche: curari, lidocaina locale,
benzpdiazepine e soprattutto oppioidi.
Il monitoraggio deve essere più che mai accurato in quanto le
condizioni che si vengono a creare sono assolutamente più critiche
di quelle di una semplice sedazione.
Presso il nostro servizio 118 i curari vengono usati molto di rado fuori
dall ospedale (fatta eccezione per i trasporti secondari dei pazienti
altamente critici ove vi siano le indicazioni). Tutti i colleghi intervistati
hanno condiviso il parere che il propofol, specie se abbinato con il
fentanyl realizzi buone condizioni di intubazione.
| Cosa
intendiamo per buone condizioni di intubazione |
Per
ottenere un corretto rilasciamento delle corde vocali in abduzione senza
risposte motorie alla inserzione del tubo è necessario applicare
due soluzioni farmacologiche:
Approfondire
il grado di sedazione aumentando la dose di ipnotico.
In
entrambi i casi quello che dobbiamo ottenere è:
-
Visualizzazione
della glottide
-
Immobilità
delle corde vocali
-
Assenza
delle reazioni riflesse cardiovascolari e respiratorie (tosse) durante
la introduzione del tubo.
La
intubazione può causare, da una parte delle lesioni di tipo traumatico
e dall altra può scatenare delle reazioni riflesse legate
sia alla laringoscopia che alla intubazione propriamente detta.
La
curarizzazione può imporsi in due diverse circostanze:
-
Imposizione
a causa dell atto chirurgico che necessita di rilasciamento
muscolare.
-
La
tecnica anestetica impone la curarizzazione che permette di modulare
il grado di rilasciamento muscolare ed adattarlo allo stato clinico
del paziente.
Non
vi sono dubbi che il curaro offra condizioni assolutamente eccellenti
di intubazione e solitamente la mancata somministrazione di quest
ultimo non crea condizioni ideali ed aumenta il rischio di lesioni traumatiche
laringee e non solo...
Molto interessante la tabella di score della intubazione dove si evidenziano
i gradi delle condizioni:
(Valori
compresi tra 6 e 10 corrispondono a eccellenti o buone condizioni di
intubazione)
|
ITEMS
|
SCORE
|
| Mandibola |
1=mobile
2=parzialmente
mobile
3=fissa |
Ventilazione
maschera |
1=facile
2=difficile
3=impossibile |
| Esposizione
corde ed aritenoidi |
1=visibili
2=parzialmente
visibili
3=invisibili |
| Risposta
motoria |
1=visibili
2=parzialmente
visibili
3=invisibili
4=movimenti ampi |
| Curaro |
1=si
2=no |
La
stimolazione dei recettori sensoriali della base linguale e della epiglottide
e della trachea in corso di laringoscopia e di intubazione evoca una
violenta risposta adrenergica associata a tachicardia, ipertensione
arteriosa ed endocranica...
Da vari studi e dalla nostra esperienza è emerso che con il solo
propofol la intubazione è ben realizzabile senza curaro. Un interessante
studio del 1988 ha dimostrato inoltre la superiorità del propofol
alla dose di 2,5 mg/kg rispetto al TPS alla dose di 5 mg/kg anche se
le condizioni però non erano date sempre ottimali.
(18) Le circostanze in cui si realizza
la intubazione fanno si che appaia opportuno utilizzare delle sequenze
farmacologiche più facilmente reversibili.
Questo va ricollegarsi direttamente su quanto detto nella premessa.
Per questo l utilizzo dei curari in ambito preospedaliero è
sicuramente limitato.
| Come
utilizzare il Propofol per l'intubazione extraospedaliera |
SCHEMI:
Questi schemi sono delle esemplificazioni che nascono soprattutto dalla
esperienza di chi scrive.
| CON
CURARO |
| Propofol
+ Succinilcolina+Fentanyl |
Questa
è la sequenza farmacologia più classica che consente
una intubazione in sequenza rapida con paziente curarizzato in 30
secondi. La manovra va eseguita mantenendo pressione sulla cricoide
e con paziente atropinizzato. I dosaggi proponibili sono: Fentanyl
1,5 gamma/kg e dopo 1 minuto Propofol 2 mg/kg Midarine 1,5 mg/kg
|
| Propofol
+ Vecuronio + Fentanyl |
Questa
è una sequenza sicuramente più impegnativa perché
viene utilizzato un curaro lungo che dà tempi
di recupero di 20-30 minuti. Dopo atropinizzazione: Fentanyl 1,5
gamma/kg e dopo 1 minuto Propofol 2 mg/kg Norcuron 0,1 mg/kg Alcuni
autori preferiscono utilizzare il rocuronio al posto del vecuronio. |
| SENZA
CURARO |
|
Propofol
da
solo
|
I
risultati degli studi sul propofol usato da solo sono abbastanza
contraddittori. La somministrazione di 2,5 mg/kg nei pazienti premedicati
con diazepam e droperidolo realizza delle condizioni buone di intubazione
in 2/3 dei casi (Keaveny e coll) D altra parte alcuni autori
hanno verificato che nelle stesse condizioni non si supera il 40%
delle intubazioni possibili. La nostra esperienza personale può
dirsi soddisfacente. Su varie tipologie di pazienti il propofol
titolato sulla apertura delle corde vocali ha realizzato buone condizioni
di intubazione a dosaggi compresi tra i 2 e i 3,5 mg/kg Secondo
alcuni autori ma anche per esperienza personale risulta valida la
tecnica di anestetizzare le corde vocali con lidocaina al 4-10%
prima di procedere alla intubazione. |
| Propofol
+ Fentanyl |
Questo
è sicuramente la combinazione farmacologica su cui maggiore
è la nostra esperienza e crediamo anche quella mondiale data
la estrema diffusione del fentanyl ed il suo pluridecennale impiego.
Abbiamo riscontrato buone condizioni di intubazione seguendo lo
schema : Fentanyl 1,5-2 µg/kg + Propofol 2,5mg/kg somministrando
il Fentanyl un minuto prima del propofol |
|
Propofol
+ alfentanil
Probabilmente
la combinazione migliore!!
|
Alcuni
studi mettono in evidenza come l alfentanil, associato con
il propofol realizzi delle ottime condizioni di intubazione. Il
dosaggio classico sperimentato era: 2,5 mg/kg propofol + alfentanil
20 gamma/kg per un soggetto di 70 kg 15 ml Diprivan % + 1400 gamma
(2,8 ml) di Fentalim il tutto effettuato in soggetti giovani senza
premedicazione. (SF Coghlan e coll.)
L alfentanil è un farmaco che
sembra legare molto bene con il propofol e una straordinaria letteratura
mondiale sembra confermarlo. Questo oppioide estremamente rapido
e maneggevole sembra presentare caratteristiche ottimali per la
gestione delle emergenze. |
PARTE TERZA: LE ALTERNATIVE AL PROPOFOL

Cercando di essere brevi vediamo in una tabella le caratteristiche principali
dei farmaci concretamente alternativi al propofol in ambiente extraospedaliero
|
Tiopentone
sodico
|
Ketamina
|
Midazolam
|
| Secondo
noi non offre alcun concreto vantaggio rispetto al propofol. L
impatto emodinamico è sempre notevole. Il farmaco richiede
diluizione per cui in emergenza non è subito pronto. Il grado
di rilasciamento delle corde vocali nella intubazione senza curaro
sembra minore rispetto a quello ottenuto col propofol alle dosi
abituali. Inoltre il farmaco è istaminoliberatore. L
unica vera indicazione specifica sembra essere a nostro avviso il
trattamento in emergenza dello stato di male epilettico refrattario
alle benzodiazepine |
La
ketamina è un anestetico psicodislettico, cioè che
realizza una anestesia dissociativa. Il farmaco va evitato nelle
situazioni in cui si sospetti ipertensione endocranica. Il farmaco
riveste interesse come vedremo più avanti nella gestione
del paziente pediatrico, negli stati di shock visto che ha capacità
di sostenere il circolo, nel pz asmatico. Nella intubazione va utilizzato
con un curaro per ottenere un valido rilasciamento muscolare. Il
farmaco inoltre ha proprietà analgesiche sul tegumento. |
Questa
è una benzodiazepina ad azione rapida che ben si adatta alla
emergenza preospedaliera. Va detto però che alle dosi abituali
occorrono 1,5-2 minuti per ottenere un buon grado di sedazione.
Il profilo emodinamico del farmaco è comunque assai più
favorevole rispetto a quelli esaminati: il farmaco si presta bene
nei casi di paziente ipovolemico. I protocolli di sedazione profonda
da intubazione prevedono invariabilmente la coinduzione con oppioidi15.
Come farmaco solo sedativo abbiamo una buona esperienza di impiego
nell adulto alla dose di 1-2 mg/ev |
PARTE
QUARTA: UTILIZZO DEL PROPOFOL IN ETA' PEDIATRICA
Il
propofol, anestetico generale intravenoso a rapido
effetto e breve durata dazione, attualmente viene utilizzato in
età pediatrica, in Italia e nel mondo, con delle limitazioni
normative. Il problema è insorto nel 1992 quando furono segnalati
in Italia i casi di cinque decessi di bambini presumibilmente legati
allesposizione ad alte dosi di propofol, seguite poi da altre
in tutto il mondo: la morte sopravveniva per insufficienza cardiaca
associata ad acidosi metabolica, epatomegalia, steatosi epatica e siero
lipemico.
(19-20-21)
Negli studi seguenti non fu dimostrata unevidente correlazione
tra il propofol ed i decessi, ma ne fu sconsigliato luso ad alte
dosi e per
periodi prolungati. (22-23)
Va comunque fatto notare che in quei casi si era arrivati a dosaggi
pari o superiori a 20 mg/kg. In seguito a questi fatti in data 10.03.1992,
fu emessa una circolare del Ministero della Sanità in cui si
sottolineava come il Ministero stesso non avesse mai autorizzato lutilizzo
del propofol in terapia intensiva su bambini e pertanto ne ribadiva
lutilizzo solo negli adulti. Studi successivi riguardo allinduzione
ed il mantenimento dellanestesia nei bambini con basse dosi di
propofol non dimostrarono correlazioni con la sindrome precedentemente
descritta.
|
U.S.A.
|
U.K.
|
GERMANIA
|
FRANCIA
|
ITALIA
|
ANESTESIA:
non raccomandato in bambini di età inferiore ai tre anni |
ANESTESIA:
non raccomandato in pazienti di età inferiore ad un mese;
|
ANESTESIA:
vietato in bambini sotto i tre anni per mancanza di dati; |
ANESTESIA:
consentito in bambini di età superiore ad un mese |
ANESTESIA:
sconsigliato in bambini di età inferiore ai tre anni;
|
| SEDAZIONE
IN T.I.: raccomandata
perché efficacia e sicurezza non sono stabilite. |
SEDAZIONE
IN T.I.:
specificati
i dosaggi per infusione continua in qualsiasi età; |
SEDAZIONE:
vietato
nei bambini. |
SEDAZIONE:
riservato
a pazienti di età superiore a 15 anni |
SEDAZIONE
IN T.I.:
non
è consentito |
SEDAZIONE
CONSCIA:
non
raccomandata perché sicurezza ed efficacia non dimostrate
|
In
emergenza comunque il propofol rimane un ottimo anestetico generale,
soprattutto per la sua breve durata dazione e per la sua limitata
tendenza a causare depressione respiratoria rispetto ad es. al tiopentone
sodico. Le indicazioni principali allutilizzo del propofol in
ambito extraospedaliero coincidono in pratica con quelle delladulto
e sono: il grave trauma cranico; le crisi asmatiche o comunque le gravi
insufficienze respiratorie; tutte le situazioni in cui è richiesta
la abolizione della coscienza per potere procedere a manovre invasive
come ad es. lIOT, o anche la semplice sedazione per assicurare
una efficace immobilizzazione del piccolo paziente. Ricordarsi comunque
sempre di fare precedere qualunque manovra da un valido monitoraggio
delle funzioni vitali.
(24-25)
Controindicazioni
allutilizzo del propofol in ambito extraospedaliero sono tutti
gli stati patologici che possono causare ipotensione arteriosa, quindi
gli stati di shock (ipovolemico, settico, cardiogeno, anafilattico,
neurogena) e gli stati di insufficienza cardiaca. Questo per lazione
diretta inibitoria del propofol sulla miocellula cardiaca. E necessario
quindi avere una buona anamnesi patologica del paziente (es.cardiopatie
congenite) e praticare un accurato esame obiettivo.
Nel bimbo i segni di shock sono:
-
aspetto
sofferente;
-
pallore;
-
cianosi
centrale o periferica (chiedere se in atto anemia, nel qual caso può
mancare);
-
turbe
sensoriali (pz agitato, irrequieto, oppure ipotonico e poco reattivo)
-
tachipnea;
-
tachicardia/ipotensione;
-
ritardato
riempimento capillare;
-
oliguria.
Un consiglio
pratico nel bimbo piccolo è di valutare il polso arterioso non
allarteria radiale, a volte difficilmente apprezzabile, ma allarteria
brachiale o alla ascellare, utile inoltre la valutazione della fontanella
bregmatica, che se depressa è indice di disidratazione o ipovolemia
del paziente.
Ispezionare le vene del collo, se turgide pensare ad un PNX o ad un tamponamento
cardiaco, i segni dellinsufficienza cardiaca sono soprattutto il
ritmo di galoppo, la cardiomegalia, lepatomegalia, gli edemi periferici.
In tutti casi di cui sopra se si impone linduzione di una anestesia
è più indicato lutilizzo della ketamina, seguita da
infusione di cristalloidi e/o colloidi (se shock emorragico) in ragione
di 10 - 20 ml/kg/h. La ketamina inoltre può essere somministrata
per via intramuscolare, evitando quindi al paziente manovre complicate
alla ricerca di un accesso venoso sicuro, è sempre onsigliabile
associare atropina nella siringa (ketamina 1 - 2 mg/kg I.V. e atropina
0.01 - 0.02 mg/kg; ketamina 5 - 6 mg/kg I.M. e atropina 0.04 mg/kg).
Il dosaggio del propofol in età pediatrica è:
- Intubazione:
2 mg/kg in bolo lentamente;
- Mantenimento:
4 12 mg/kg/h, più frequentemente 6 8 mg/kg/h;
- Sedazione
: 1.5 mg/kg in bolo lentamente.
Ricordare:
propofol 1% = 10 mg/ml;
nei neonati
diluire al 50% con Glucosata 5%, in modo da ottenere propofol 0.5% = 5
mg/ml .
| Quale
medico é abilitato ad impiegare il Propofol in fase preospedaliera?
Qual é la formazione necessaria? |
Non avremmo
problemi a rispondere, anzi neanche ci toccherebbe affrontare il quesito
se la medicina d urgenza preospedaliera fosse praticata da medici
anestesisti-rianimatori di provata esperienza. La realtà purtroppo
è ben lontana da questo e sulle ambulanze possiamo trovare medici
di preparazione assai composita anche se con l avvio dei corsi regionali
per il 118 da qualche anno si assiste ad una certa omogeneità di
formazione. Gli schemi terapeutici che vediamo descritti sono di evidente
impostazione anestesiologica e non potrebbe essere diversamente. Riteniamo
sicuramente impegnativo per il non anestesista l impiego di un farmaco
come il propofol che presenta un impatto notevole sulle funzioni vitali
del paziente. Il medico che lo usa deve saperne gestire completamente
gli effetti e solo l uso quotidiano ed assiduo in sala operatoria
dà il giusto training. E non ci si nasconda dietro la rassicurante
espressione sedazione: la differenza tra sedazione ed anestesia
è solo una questione di dosaggi e di risposta del paziente. L
approccio è lo stesso. I protocolli descritti che prevedono l
impiego dei curari sono assolutamente di pertinenza anestesiologica. La
legge potrebbe valutare con severità limprudenza di un non-anestesista
che si avventurasse in una curarizzazione seguita da una ingestibilità
delle vie aeree. Abbiamo verificato che esistono delle possibilità
farmacologiche con un impatto vitale minore: il midazolam ad esempio.
Ma qualsiasi scelta si faccia ognuno deve porsi il problema di saper gestire
gli effetti avversi di questi farmaci e soprattutto saper gestire l
emodinamica e le vie aeree.
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